Le Dragonesse di Avigliana: guerriere nella vita e nello sport.

3 febbraio 2021 – di Dragonesse di Avigliana

Buongiorno, piacere di conoscervi. Noi siamo le dragonesse. Che nome altisonante, direte voi. Eh, sì, ma nessun altro nome poteva esser più appropriato. Nella mitologia infatti i draghi sono spesso rappresentati buoni, combattenti e coraggiosi…

Ebbene, proprio come NOI!
Siamo donne speciali: compagne, madri, sorelle, figlie, tutte con un punto in comune: il cancro alla mammella.

Siamo donne che hanno scelto di dare una svolta alla loro vita, una risposta forte alla malattia.

Abbiamo percorso un tunnel buio e faticoso, fatto di paura, ansia, dolore, ma sapevamo che al fondo, ad aspettarci, c’era la VITA e così abbiamo deciso di combattere e ci siamo scoperte guerriere, amazzoni, definiteci come volete, insomma donne che, nonostante le fragilità della situazione, hanno sollevato lo sguardo verso l’alto.

In questo percorso di risalita, un ruolo fondamentale è stato ricoperto dallo sport, ma non uno qualsiasi: abbiamo scelto di intraprendere un’attività sportiva mirata ai nostri bisogni, che mettesse in gioco le nostre diverse abilità motorie.


Ed ecco così che siamo salite su un’imbarcazione, ma non una qualsiasi: il Dragon Boat, tradizionale imbarcazione cinese, con testa e coda di drago, lunga 12,66 mt e larga 1,06 mt. Le pagaie pesano circa un chilo e sono simili a quelle della canoa canadese. Sullo scafo trovano posto venti pagaiatori, a prua, rivolto verso l’equipaggio, un tamburino batte il tempo. A poppa sulla coda del drago, si trova il timoniere, alle prese con un remo lungo 3 mt.

La pratica del Dragon Boat per le donne operate di tumore al seno nasce nel 1996 fa dall’idea di un medico canadese, il Dr. Mckenzie, che ha sperimentato, con un gruppo di donne pioniere, come, in contrasto con le teorie del periodo, il movimento ritmico e ciclico della pagaiata costituisse una sorta di linfodrenaggio naturale favorendo la prevenzione del linfedema. Questo allora giovane medico è stato determinante per la diffusione di questa disciplina che da oggi è esplosa e conta decine di migliaia di donne operate in tutto il mondo, principalmente nei paesi anglosassoni.

Il Dragon Boat ci ha consentito di salire in barca, fianco a fianco, indipendentemente dal nostro passato sportivo. Molte, tra noi, sportive non lo sono mai state, ma è stato sufficiente lavorare con tenacia, allenare il nostro corpo alla fatica e a ciò che ritenevamo quasi impossibile: i risultati arrivano. E la cosa più imprtante, sulla barca, come nella vita, abbiamo soprattutto condiviso le gioie e le difficoltà, i sogni e le speranze.

Certo pagaiare non è una passeggiata, soprattutto in inverno, quando l’acqua è gelata e la nebbia ti appiccica il sudore ghiacciato alla schiena.

Ma ci siamo ribellate a una malattia che ti vorrebbe costringere ad un muto e compassionevole isolamento. Quando indossiamo quella maglietta ci sentiamo invincibili: abbiamo avuto o abbiamo tutt’ora un cancro al seno, ma non ci siamo nè arrese nè fermate.

Lo sport ci ha insegnato a guardare ai nostri limiti come strategie d’azione e non come barriere; lo sport è stato uno strumento di inclusione sociale per tutte le diverse abilità possibili.

Per questo vogliamo vogliamo essere messaggere di uno sport di tutti e per tutti. Quando scendiamo in acqua, certo, vogliamo vincere, ma vincere in una competizione pone fine alla sfida, mentre vivere NO, continua sempre!

“Combatti il cancro al seno a colpi di pagaia!”

Le Dragonesse di Avigliana

Associazione di promozione sociale che accoglie ed aiuta le donne che hanno avuto un carcinoma mammario a ritrovare l’energia per riprendere in mano la propria vita.

Per info: +39 339 441 8966

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