Loredana Borgogno

Buongiorno, Vi presento il judo.

25 febbraio 2021 – di Loredana Borgogno

Il judo viene spesso citato come disciplina, un’arte marziale e non come semplice sport. Disciplina perché pensare al judo porta all’Oriente e alla filosofia di vita orientale, così rispettosa, così precisa e rigorosa sotto certi punti di vista, così armoniosa e colorata sotto altri punti di vista.

In effetti è cosi, o almeno la mia esperienza vuole confermare questo.

Difficile comunque, racchiudere in poche righe, cosa rappresenti e cosa significhi praticare judo senza sentirselo “addosso”.

Quando mi sono avvicinata al judo ero davvero piccola, 7 anni, e non potevo certo capire né immaginare che non stavo facendo uno sport bensì praticavo una disciplina, che mi avrebbe strutturata caratterialmente, fisicamente e soprattutto mentalmente. 

Cos’è il judo? In tre parole: via della cedevolezza.

Questa è di sicuro la definizione che si conosce e alla quale non serve aggiungere altro. Cedevolezza, perché la forza conta, tuttavia è prioritario capire quando e come muoversi, quando opporsi e quando spostarsi, perché l’altro cada da sé. Via, perché è un cammino non sportivo, ma di vita.

Il judo ti può dare vita e ti può modificare la vita. Può dare vita a chi pensa di non farcela, di esser troppo debole e, può modificare la vita di chi pensa di essere di più di altri. Nel judo tutto si va ad equilibrare. Si apprende il rispetto, si apprende ad aiutare e ad essere aiutati, si apprende quando è il momento di lottare e quando è il momento della riflessione, dell’attesa.  

Si vive la fatica, il sacrificio, e insieme ci si alimenta di sorprese, si respira energia, si sogna. Ci si scopre capaci di compiere imprese davvero speciali, nella vita e sul tatami.   

La disciplina si articola in una parte che prepara al combattimento, all’agonismo, e una sezione che insegna l’arte del movimento armonioso attraverso il kata. Il judo agonistico è molto scenografico, per chi è spettatore sembra impossibile credere che si possa cadere con tale intensità su un tappeto senza che accada nulla. Eppure nell’intensità c’è prima di tutto controllo e un rispetto per il proprio e altrui corpo. Tutto avviene senza il minimo intento di procurare danno alcuno. Si unisce tecnica, bellezza, alla forza e alla velocità, tutto non perdendo l’attenzione ai dettagli.

Il judo da kata, è armonia allo stato puro, sembra in alcuni movimenti proprio una danza a due. Il tempo, il contatto così preciso, calmo, diretto. Gli occhi che seguono la stessa direzione. Una flessibilità corporea ancora più osservabile forse, che in gara. 

Si può praticare judo anche a livello amatoriale e non ci sono ostacoli fisici. Lo praticano per la prima volta anche adulti, lo praticano persone con disabilità, dove si ottengono risultati eccellenti. L’unica cosa che mi sento di dire è che, bisogna amarlo per praticarlo. Il judo non può essere un hobby del venerdì, a qualunque livello si scelga di farlo.

Il corpo si trasforma, migliora nelle forme, nella velocità, nella forza. Si acquisisce una consapevolezza corporea davvero unica. Si impara ad “ascoltare” muscoli che difficilmente siamo abituati a percepire. La mente entra in uno stile di pensiero calmo, di pensiero controllato e sicuro. 

Tutto quello che posso aver appreso praticando judo, l’ho poi applicato, quasi senza rendermene conto, nella vita di tutti i giorni. Ogni giorno è una via nuova della cedevolezza, dove tutto può esser affrontato se si è capaci di sentire quando ci si può opporre e, quando invece, basta semplicemente spostarsi. 

Loredana Borgogno
Loredana Borgogno.
Classe 1964, Campionessa Master Mondiale ed Europea di Judo.
Psicologa e Psicologa dello Sport.

Contatti
Tel: +39 3207143497

4 commenti

    1. Ciao! Lieta di sapere che mi seguite. Mi auguro di incontrarvi presto e condividere insieme momenti di crescita uniti al divertimento. A presto un abbraccio a voi tutti

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