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Il CURLING? è bello perchè è bello!

Giugno 2021 – di Orietta Bosco

La mia storia d’amore con il curling è iniziata per caso nel 2005 guardando in televisione le partite dei mondiali maschili di quell’anno. Davanti al teleschermo mi sono detta “Io questo sport lo devo provare!”, e così ho fatto.

Mi sono informata dove si poteva praticare e, contattata la società sportiva, mi sono iscritta al corso per principianti con un’amica e da allora non ho più smesso.

Il curling in Italia è prettamente uno sport invernale e si pratica sul ghiaccio. Gli impianti sono aperti indicativamente da ottobre ad aprile. Purtroppo le piste dedicate sono pochissime (Pinerolo, Torino, Bormio, Cembra e Cortina) mentre le altre (Vinadio, Sesto San Giovanni, Claut e Monsano) sono in condivisione con l’hockey e il pattinaggio e questo purtroppo incide negativamente sulla qualità del ghiaccio che non è ottimale.

Le squadre sono composte da 4 giocatori e possono essere, per quanto riguarda le competizioni ufficiali, solo uomini/donne oppure miste (2 uomini e 2 donne). Per i tornei invece la composizione è libera. In ogni squadra sono presenti i seguenti ruoli: il lead (colui che tira i primi due stones), a segure ci sono poi il second e il third e infine lo skip (ovvero il caposquadra, che determina la strategia di gioco).

Come tutti gli sport, lo scopo è ottenere più punti dell’avversario al termine 8/10 end. I punti si calcolano in base al numero di stone più vicine al centro della casa alla conclusione di ogni mano.

Si gioca lanciando a turno gli stones o pietre, per un totale di 8 tiri. Ogni giocatore ne effettua due per end.

Gli stones vengono lanciati con un effetto detto curl (roteare in inglese), grazie al quale la pietra percorre una traiettoria curvilinea lungo la pista, fino a raggiungere la casa. La cosiddetta “casa” è composta da una serie di anelli concentrici di colore diverso ed è segnata su ciascun’estremità del campo. Il tiro si effettua scivolando sul ghiaccio, accompagnando la stone per determinarne la velocità e la traiettoria.

La traiettoria può essere ulteriormente influenzata dall’azione delle scope, che vengono usate per “spazzare” la superficie del ghiaccio di fronte al sasso alterandone le caratteristiche.

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In Italia è uno sport poco conosciuto e praticato, ma nella vicina Svizzera, ad esempio, conta un numero considerevole di iscritti e ci sono tantissime piste, la maggioranza delle quali solo per il curling e anche il livello dei giocatori è molto elevato.

Una caratteristica peculiare del curling è che non esistono gli arbitri, ma tutto viene regolato dagli stessi giocatori in campo, in particolare dagli skip. Ciò fa si che il fair play sia un aspetto fondamentale di questa disciplina.

Il bello di questo sport è che non è necessario avere una squadra fissa, basta essere in 4 amici che hanno voglia di passare un bel week end divertente giocando insieme, iscriversi al torneo e partire! Ci sono tornei durante tutto l’inverno e, volendo, si può giocare ogni fine settimana per tutta la stagione.

Generalmente le partite durano un paio d’ore e alla fine, e qui viene il bello, chi vince offre da bere all’avversario (il terzo tempo non è solo prerogativa del rugby…) e così si continua la festa anche fuori dal ghiaccio.

Non immaginate quante risate ci facciamo seduti al tavolo davanti a qualche boccale di birra. Ad ogni torneo si incontrano vecchi amici e se ne fanno di nuovi, tutti con delle storie da raccontare ed esperienze da far conoscere. Capita anche di giocare in tornei a cui partecipano squadre di ex giocatori professionisti, prendere tante mazzate ma poi ridere e scherzare nel dopo partita seduti attorno ad un tavolo!

A livello amatoriale non è richiesta una particolare preparazione sia a livello fisico che tattico, mentre a livello agonistico i giocatori effettuano una preparazione atletica e pratica. La seconda risulta particolarmente importante data la precisione necessaria nei tiri. Lo skip inoltre deve avere un’ottima visione di insieme del gioco e deve adeguarsi rapidamente agli sviluppi del gioco stesso. Deve essere un ottimo stratega. In generale la squadra deve mantenere un alto livello di concentrazione durante tutta la partita.

Il bello del curling è che non esiste uno schema fisso di gioco e di conseguenza ogni partita è diversa dell’altra. Ci sono continui colpi di scena, che rendono il match sempre in continua evoluzione.

Grazie al curling ho avuto l’occasione di conoscere tante persone, che, come me, praticano non tanto per agonismo, ma soprattutto per divertimento. E’ uno sport che offre la possibilità di giocare anche se sei “over”, perché è veramente aperto a tutte le età. 

Il curling fa parte ormai della mia vita e non posso pensare di farne a meno e mai come quest’anno mi sono venuti a mancare tutti i bei momenti di convivialità e allegria che solitamente condivido con i compagni di squadra sul e fuori dal ghiaccio. 

Non vedo l’ora di poter ricominciare ad ottobre con la nuova stagione, sperando che sia non-stop, perché mi manca da morire l’atmosfera allegra e festaiola che caratterizza le nostre uscite sportive.

Insomma: il curling è bello perchè è bello!

p.s. : se qualcuna di voi volesse provare a giocare, me lo faccia sapere che provvederò a dare info.

Orietta Bosco
Orietta Bosco.
54 anni, due figlie, tre gatti, amante degli sport
Ex giocatrice di pallavolo, è stata folgorata sulla via del Curling a 39 anni e da quel momento non ha più smesso di divertirsi.

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