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donne in bicicletta e con la penna in mano

Giugno 2021 – di Antonella Stelitano

Sono nata a Vittorio Veneto, paese della “Graziella” e non so se fosse per via che mia nonna abitava vicino alla Carnielli, ho posseduto tutti i modelli della mitica bicicletta. Una predestinata in qualche modo.

La mia passione per la bici non è stata però una passione da “agonista”, perchè in gioventù ho praticato atletica leggera e poi pallavolo come sport. La mia però è sempre stata una passione per il mezzo bicicletta, anche se in famiglia abbiamo anche un ciclista “vero”, Ennio Salvador, un cugino di mia mamma che ha corso da professionista con Francesco Moser.

Vivendo oggi a Treviso, non puoi non amare la bicicletta. Abbiamo la fortuna di avere piste ciclabili e percorsi davvero bellissimi, dal Montello alle Colline del Prosecco, alle vie Alzaie che ti conducono fino al mare. C’è solo l’imbarazzo della scelta. I ciclisti sono ovunque. Il sabato e la domenica ci sono processioni di bici lungo le strade…. e quando arriva il Giro d’Italia o la Popolarissima o altre manifestazioni, la città si riversa in strada con affetto e partecipazione straordinari.

Per me muovermi con questo mezzo è sempre stato più semplice e divertente che usare l’auto. E’ il mio mezzo preferito per spostarmi in città e andare al lavoro. Una volta avevo persino conteggiato che, andando solo al lavoro ogni giorno in bici in un anno percorrevo quasi 1900 km: da Aosta a Trapani e forse anche qualcosa in più!

Sono una sportiva perchè mi piace lo sport in tutti i sensi, non solo perchè ci tiene in forma e fa bene alla salute, ma per il corredo di valori che trasmette, per il suo enorme potenziale educativo e sociale. Al di là del fatto che non ho mai smesso di far ginnastica in vita mia, la passione per lo sport l’ho coniugata alla professione di giornalista e poi di scrittrice.

Sono entrata la prima volta in una redazione a 17 anni, offrendomi di scrivere di pallavolo, lo sport che praticavo. Non ho più smesso. Sono stata fortunata.

Ho trovato giornalisti seri che mi hanno insegnato il mestiere e grandi insegnanti che mi hanno aperto lo sguardo sul mondo. Il mio motto è sempre stato quello di puntare a fare bene il mio lavoro e alla fine il lavoro ben fatto paga sempre.

Magari non nel momento che vorresti tu, ma alla fine emerge.

Devi solo essere coraggiosa, costante, non devi mollare e devi essere preparata. Mi sono trovata tante volte ad essere l’unica donna: in redazione sportiva, in ambito dirigenziale sportivo o in altre organizzazioni.

Non ci ho mai dato peso e, se lavori bene e seriamente, neanche gli altri gli danno peso…al punto che ancora adesso a volte si dimenticano che sono una donna. E questo mi fa ridere ma mi riempie anche di soddisfazione.     

Quattro anni fa un dirigente della Federciclismo mi ha lanciato una sfida: scrivere la storia del ciclismo femminile italiano. Qualche libro esisteva, magari su Alfonsina Strada, magari con qualche intervista a qualche campionessa, ma una storia completa no.

Ci ho provato. Ci ho messo tre anni. Non è stato facile, ma ho avuto l’aiuto di tante campionesse del passato. Quando parli con loro, anche se oggi sono delle arzille signore che hanno superato gli 80 anni, ti accorgi che hanno una marcia in più. Sono simpatiche, intelligenti, agguerrite, non si spaventano davanti a niente. 

Conoscerle è stato un privilegio. Continuano ancora a telefonarmi e, in questo anno passato dall’uscita del libro, molte altre che non avevo incontrato si sono messe in contatto con me, mi hanno cercato, mi hanno mandato materiali.

Fare questo per loro mi ha gratificato molto, come vedere che la Federciclismo ha voluto donare il mio libro al Presidente del CIO durante la sua visita in occasione del Campionati Mondiali di Imola, e di questo gesto ringrazio Renato Di Rocco.

In fondo così a un Campionato Mondiale ci sono arrivata anch’io!

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Antonella Stelitano. Giornalista e scrittrice, ha pubblicato la prima storia del ciclismo italiano femminle.

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