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Il CURLING? è bello perchè è bello!

Come ho fatto? Ho creduto nella mente superando i limiti dell’età anagrafica e così facendo e ho superato tutte le avversarie in giro per il mondo e in differenti categorie! Certo, alle volte ho provato paura e avuto incertezze, tutto però mi ha poi ripagata con gioie e soddisfazioni indescrivibili! Anche perchè, grazie all’insegnamento appreso dalla mia esperienza di judoka, ho imparato che non c’è successo senza insuccesso e non c’è insuccesso senza successo, tutto fa parte del gioco.

Una vita in bicicletta

Nel ’62, mio fratello Giuseppe è ciclista esordiente e io, da quindicenne, sogno di seguire le sue orme. Il mio desiderio sembra un sogno impossibile, per molti addirittura ridicolo. Mio padre capisce la mia passione e per testare la mia determinazione e forse anche per farmi demordere, il fine settimana mi porta su per il passo della Presolana con la bici da donna di mia madre; impensabile usare quella da corsa di mio fratello Giuseppe. Ma io non mollo, mi arrampico sui tornanti, spingendo sui durissimi pedali, sudando nei miei vestiti da donna non adatti ad una attività sportiva. Vedendo la mia grinta e la mia passione, mio padre si rende conto che non lascerò perdere facilmente. 

Perdersi per ritrovarsi

Non si tratta tanto di correre per correre:  d’accordo, è bello sentire il proprio corpo che funziona, sentire il respiro, i battiti, ma fare orienteering è un modo diverso di correre. Devi raggiungere i punti di controllo scegliendo tu il tuo percorso, ma soprattutto il tuo ritmo e la tua velocità. Si gareggia con se stesse e con il bosco. L’unica cosa che conta è sapere sempre dove ti trovi e dove stai andando! E quando non lo sai più, sei costretto a fermarti un attimo a respirare e a riflettere. Devi alzare la testa, guardarti attorno, cercare qualche riferimento e scegliere la giusta direzione. 

Basket y pues Nada

All’età di otto anni mi innamorai perdutamente di Nada. Colpa dei miei genitori, che mi portarono a un suo concerto. Era estate, mi ricordo tantissima gente e che c’era vento. Il palco era stato montato sul lungomare del porto, a Brindisi, la mia città. Quando si accesero le luci mio padre mi issò sulle spalle e io rimasi senza fiato.

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