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donne in bicicletta e con la penna in mano

Devi solo essere coraggiosa, costante, non devi mollare e devi essere preparata. Mi sono trovata tante volte ad essere l’unica donna: in redazione sportiva, in ambito dirigenziale sportivo o in altre organizzazioni.

Non ci ho mai dato peso e, se lavori bene e seriamente, neanche gli altri gli danno peso…al punto che ancora adesso a volte si dimenticano che sono una donna. E questo mi fa ridere ma mi riempie anche di soddisfazione.

corpo, mente e spirito libero!

Da quel giorno tutti i pomeriggi andavo a sbirciare i loro allenamenti e facevo dentro e fuori dalla palestra per imitare i loro movimenti ed allenarmi contro il mio amico muro. Dopo settimane l’allenatore, incuriosito, uscì fuori a vedere e mi chiese cosa stessi facendo! Gli risposi che mi scusavo di aver dato fastidio, ma che ero così innamorata della pallavolo (premetto che guardavo tutti i giorni cartoni animati di Mimì Haiuara ) da avere un unico obiettivo: imparare dalle più grandi!

La strada del cuore

non so come spiegare, ma questa è una strada che ho nel cuore non solo perchè è stata la mia prima gara di MTB, anzi forse ho proprio voluto iniziare da questa strada piena di fortificazioni e di storia perchè è parte della mia infanzia. Se penso alle volte che ci sono passata con fuoristrada, in moto, tratti a piedi e poi in bici… eh si, la strada dell’Assietta è stata veramente una meta costante nella mia vita e come se mi avesse visto crescere.

Una vita in bicicletta

Nel ’62, mio fratello Giuseppe è ciclista esordiente e io, da quindicenne, sogno di seguire le sue orme. Il mio desiderio sembra un sogno impossibile, per molti addirittura ridicolo. Mio padre capisce la mia passione e per testare la mia determinazione e forse anche per farmi demordere, il fine settimana mi porta su per il passo della Presolana con la bici da donna di mia madre; impensabile usare quella da corsa di mio fratello Giuseppe. Ma io non mollo, mi arrampico sui tornanti, spingendo sui durissimi pedali, sudando nei miei vestiti da donna non adatti ad una attività sportiva. Vedendo la mia grinta e la mia passione, mio padre si rende conto che non lascerò perdere facilmente. 

Loredana Borgogno

OlTRE LA VITTORIA.

Come ho fatto? Ho creduto nella mente superando i limiti dell’età anagrafica e così facendo e ho superato tutte le avversarie in giro per il mondo e in differenti categorie! Certo, alle volte ho provato paura e avuto incertezze, tutto però mi ha poi ripagata con gioie e soddisfazioni indescrivibili! Anche perchè, grazie all’insegnamento appreso dalla mia esperienza di judoka, ho imparato che non c’è successo senza insuccesso e non c’è insuccesso senza successo, tutto fa parte del gioco.

il sapore del fango

La pioggia è incessante e inizio a scivolare nel fango, si fatica il doppio e non ho manco più le mani pulite per soffiarmi il naso, ho fango ovunque. Inizia a calare il buio, tiriamo fuori le frontali e all’ultimo ristoro ci cambiamo la parte di sopra (intimo, pile, guanti, kway) asciugandoci al meglio e poi si riparte al buio.
Come per incanto, iniziamo ad intravedere le prime luci del lago immerse nel buio: mi sembra di correre in un pesaggio magico, quasi ultraterreno e anche se oramai mi sto trascinando seguendo il gruppo, non posso mollare proprio ora.

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